Javier Pagola
Javier Pagola (San Sebastián, 1955), che ha fatto del disegno il suo principale strumento creativo, si ispira a Hieronymus Bosch, ad Antonio Saura e a diverse correnti dell’espressionismo per sviluppare il suo mondo di esseri e personaggi strani.
«Per me il disegno ha quel lato spontaneo di qualcosa che ci colpisce, quel lato del ‘meno è più’ che mi è sempre piaciuto. E anche quel modo rapido di esprimere emozioni, pensieri… Mi ha sempre interessato l’artista come voyeur, l’osservatore a cui non sfugge nulla e che poi rielabora.»
Dopo alcuni anni di studio alla Scuola Superiore di Architettura di Madrid, decise di dedicarsi esclusivamente alla pittura e tenne la sua prima mostra nel 1980. Da allora ha realizzato più di trentacinque mostre personali e numerose collettive in Spagna e all’estero.
Ha ricevuto diverse borse per la creazione artistica e premi di pittura, tra cui la borsa Endesa, la borsa dell’Accademia di Spagna a Roma, la borsa Marcelino Botín, il primo premio di pittura Città di Albacete e il primo premio internazionale di Arti Plastiche di Valdepeñas.
Ha vissuto a San Sebastián, Madrid, Cuenca, Parigi, Roma e Berlino.
Ha illustrato più di quindici libri, come Gargantua e Il mago di Oz per Círculo de Lectores, e Bruja, con testi di Julio Cortázar, per Faktoría K de Libros/Rivier.